Siamo in mano agli strozzini. Gente che lucra sui debiti altrui. L’abnorme debito pubblico è una delle prove più plastiche del modo indecente in cui è stata deturpata l’Italia nella sua storia recente. Montagne di debiti che pesano su generazioni di innocenti. E questo – come dice Di Maio – pone il governo difronte ad un bivio. O fare come in passato e assecondare gli umori degli strozzini, oppure mantenere un minimo di dignità e di rispetto per la democrazia. Gli strozzini, il mercato, il casinò della finanza globale è il vero potere che oggi si oppone a quello dei cittadini dei paesi indebitati. Un potere senza volto, senza cuore, senza etica. Uno stormo di avvoltoi che è disposto a sorvolare sul cadavere di milioni di persone, su paesi interi, se gli conviene. Gli basta un click. Il mercato finanziario è il volto più spaventoso della globalizzazione perché oltre alle risorse economiche, gli avvoltoi sottraggono sovranità ai popoli, condizionano le democrazie, le decisioni. Se la politica fa quello che piace ai mercati, bene. Altrimenti ti fanno fallire. Si tratta di un vero e proprio ricatto che spinge la politica a prostituirsi sul mercato. Renzi non ha avuto dubbi sul da farsi. Si è messo rossetto e parrucca ed è sceso in strada per soddisfare gli strozzini. È arrivato perfino a svendere i diritti dei lavoratori. Ma agli strozzini non basta mai. E loro non vogliono che tu ripaghi il debito, non vogliono i loro soldi indietro perché in realtà il loro vero business sono gli interessi. La loro vittima ideale è indebitata fino al collo, produce abbastanza per non fallire e per ripagare gli interessi, ma non abbastanza per riuscire a liberarsi. Più a lungo rimane indebitata la vittima e più grande è il suo debito, più gli strozzini ci guadagnano. Proprio come l’Italia. Siamo in una vera e propria trappola e sarebbe questa la vera lotta per la sovranità che andrebbe combattuta. È inaccettabile che la politica nazionale venga anche solo minimamente influenzata dagli strozzini senza volto della finanza globale. È inaccettabile che i cittadini votino per un programma e poi la politica non può attuarlo perché non piace ai mercati. È antidemocratico ed è pericolosissimo perché agli avvoltoi dei mercati finanziari non interessa nulla di cosa sia più giusto, più umano o più utile per i cittadini, a loro interessano solo ed esclusivamente gli interessi sul debito, il proprio profitto. Gli avvoltoi non vedono esseri umani, problemi, sofferenze, paure, aspettative. Vedono grafici, bilanci, previsioni, rinchiusi in qualche glaciale palazzo di vetro di New York o di Londra, seduti davanti a qualche schermo luccicante e colorato a puntare i loro soldi. Un vero e proprio casinò che scommette sulla pelle dei poveri cristi. Ed è vero, oggi, con l’Italia, il coltello dalla parte del manico ce l’hanno loro e bisogna stare attenti. Ma come ha detto giustamente Di Maio, quel minimo di agilità finanziaria che ci rimane deve essere usata per attuare i provvedimenti votati dai cittadini anche se agli strozzini della finanza globale non piacciono. È una questione di principio ma anche una mossa intelligente. In attesa che venga affrontata politicamente a livello internazionale l’indecente interferenza degli strozzini sui destini dei popoli, per l’Italia è la crescita economica il modo più ortodosso per riconquistare libertà e piena sovranità. E visto che l’austerità e il servilismo renziano non è servito a nulla, il governo gialloverde ha tutto il diritto e il dovere di tentare altre strategie per uscire da questo incubo.

Tommaso Merlo

http://www.tommasomerlo.com

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