I palazzi romani sono infestati da burocrati che cercano di minare il cambiamento gialloverde truccando le carte a tradimento. È la terza volta che ci provano. Prima con gli esuberi inventati del decreto dignità. Poi coi soldi fantasma alla Croce Rossa. Oggi col decreto fiscale della manovra. Difficile credere a semplici sviste e che cotanti funzionari si siano rimbambiti tutto d’un colpo. Troppi errori e troppo gravi. Ci deve essere un piano politico occulto che spinge tali servitori dello stato non solo all’infedeltà ma addirittura all’eversione, perché di questo si tratta. Burocrati deviati stanno tentando di sabotare la volontà popolare incarnata dal governo gialloverde. Si tratta di mele marce avanzate dal vecchio regime fozapidiota. Burocrati che hanno fatto carriera a furia di passeggiare a braccetto coi politici renziani e berlusconiani per i vicoli di Roma. E oggi si sdebitano sfregiano la credibilità di quei gialloverdi rei di aver scalzato i loro padrini politici. Ma che vi sia un piano politico occulto lo dimostra anche la sponda repentina offerta dai loro mandanti, gli ex padrini, i politici forzapidioti. Renzi ha cinguettato nel giro di poche ore sputando direttamente su Di Maio dandogli del “disperato” che firma condoni e poi si pente. La Carfagna lo ha seguito a ruota con fesserie pressoché identiche e dietro a lei le solite orde di trombati forzapidioti socialpatici. Come non attendessero altro che l’assist dei burocrati. E colto al volo si sono scagliati contro il capo politico del Movimento per denigrarlo e per rilanciare ancora una volta la panzana del condono. Ed è proprio questa insistenza che insospettisce. Tra pagine e pagine di manovra, tra decine e decine di provvedimenti, i burocrati hanno manipolato proprio un articolo relativo alla pace fiscale. E tra gli infiniti modi in cui poteva essere manipolato quell’articolo, i burocrati hanno pensato bene di farlo inserendo modifiche infamanti per il Movimento come lo scudo fiscale per capitali di corrotti e di mafiosi. Un intervento troppo chirurgico per essere casuale. E a conferma di un piano politico occulto, c’è la sponda della terza categoria di manipolatori, la stampa. I giornali martellano violentemente da giorni sulla pace fiscale che per loro è un condono e basta. Di tutta la vasta e complessa manovra del popolo, giornali e televisioni parlano solo del presunto condono. Proprio e solo di quello. Come chiudessero la triangolazione con burocrati e politicanti forzapidioti. Come chiudessero la triangolazione dei manipolatori eversori. Vogliono colpire Di Maio e il Movimento 5 Stelle. Vogliono spezzare il rapporto di fiducia tra Movimento e cittadini dimostrando come il Movimento al momento buono agisce come tutti gli altri partiti politici del passato e si rimangia anni di battaglie sfornando condoni. Un attacco davvero brutale quanto inedito. Burocrati, politicanti e giornali, i tre pilastri del vecchio regime si sono alleati per sabotare il cambiamento gialloverde. Una mossa davvero disperata e clamorosa che però potrebbe ritorcersi contro di loro. Il premier Conte ha bloccato il testo della manovra manipolato, c’è tempo affinché Movimento e Lega limino le zone d’ombra di una materia complessa come la pace fiscale e tolgano ogni appiglio agli infami e sporchi giochi dei manipolatori del vecchio regime forzapidiota.

Tommaso Merlo

http://www.tommasomerlo.com

Luigi Di Maio ospite di Porta a Porta

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