L’entrata in scena dei Gilet Gialli cambia lo scenario politico e dona forza e legittimità al cambiamento gialloverde italiano. Se infatti altri popoli europei si ribellano, allora i gialloverdi non sono più un colpo di testa deplorevole e passeggero, ma piuttosto la conseguenza di un processo storico profondo e irreversibile che riguarda tutto il continente. Storia, non politica. Storia europea, non politica italiana. Sta cambiando il paradigma politico continentale. Stiamo passando ad una nuova versione di democrazia, dalla vecchia partitocrazia, al populismo moderno. Come successo in Italia, i popoli europei si stanno ribellando ai vecchi partiti e ai loro superati schemi ideologici. Si stanno ribellando a fasulle destre e sinistre, ai parrucconi e ad una politica che a furia di servire lobby e potentati ha perso ogni credibilità. Come successo in Italia, anche in Europa i cittadini sono progrediti, hanno maturato nuove esigenze e consapevolezze mentre le vecchie caste politiche sono rimaste ferme e sorde. Sono rimaste rinchiuse nei palazzi a spartirsi prebende e potere e a servire l’unica idea rimasta sulla piazza e cioè il mercato globale e le sue chimere di crescita perenne e a qualunque costo. La crisi economica ha accelerato la deflagrazione, ma non è solo una questione di soldi. Come successo in Italia, ad andare in crisi è stato un sistema nel suo insieme. I cittadini hanno perso fiducia nelle istituzioni. Non si sono sentiti più rappresentati da nessun partito e al contrario si son sentiti traditi da caste sempre più lontane ed arroganti. E così, esasperati e desiderosi di cambiamento si son rimboccati le maniche reagendo in proprio. Sono impressionanti le similitudini tra le istanze gialloverdi e quelle dei Gilet Gialli che chiedono più giustizia sociale, più diritti dei lavoratori, lotta alla povertà, più sensibilità ambientale, chiedono regolazione dell’immigrazione, attenzione alle realtà locali, fine della politica di austerità. Contenuti simili e stessa volontà di rimettere il popolo al centro della vita politica. Senza delegare e pretendendo che la volontà popolare si esprima senza interferenze altolocate. Populismo o meglio una democrazia più vera. Oggi i Gilet Gialli sono agli albori, ma presto si divideranno anche loro tra gialli e verdi, tra le due versioni del populismo che in Italia sono già realtà. Da una parte una versione più sociale e partecipativa che è quella del Movimento e dall’altra una più tradizionalista e verticista che è quella della Lega. Due versioni molto diverse e destinate a contendersi la scena in futuro. Il Movimento è avvantaggiato dal fatto di essere una entità realmente innovativa mentre il cammino della Lega dipenderà dalla sua capacità di distinguersi da ricette retrograde come quelle nazionaliste. Ancora una volta spetta all’Italia rimettere in moto la storia europea. Presto tutta Europa passerà dalla vecchia partitocrazia al populismo moderno. Un cambio di paradigma che rende il sabotaggio delle caste del vecchio regime ancora più patetico. Opposizioni e giornali italioti dovranno rassegnarsi ad una fine ancora più drammatica e repentina. È solo questione di tempo. Stessa storia per i burocrati di Bruxelles che hanno tentato di isolare l’Italia gialloverde denigrandola e umiliandola come fosse la pecora nera e non l’avanguardia politica da comprendere. A Roma come a Bruxelles e Parigi, le vecchie caste speravano di giocare tutt’altra partita. E cioè loro come forze rassicuranti e benpensanti da una parte e pericolosi populisti antisistema dall’altra. Ma come successo in Italia, il vero scontro è tra vecchio e nuovo, è tra caste traditrici e popolo, è tra volontà popolare e tecnocrati doppiogiochisti, è tra interessi dei cittadini e quelli delle lobby e dei loro sguatteri politici e giornalistici. Una lotta dall’esito scontato. Il futuro sarà gialloverde. In Italia come in tutta Europa.

Tommaso Merlo

http://www.tommasomerlo.com

cq5dam.web.738.462

Annunci