Se il vecchio regime ancora resiste è anche grazie all’omertà che vige tra le vecchie caste giornalistiche e politiche. In molti tengono ancora la bocca chiusa, hanno paura di ritorsioni. Hanno paura che il cambiamento gialloverde non ce la faccia e che se loro alzano la testa, poi il vecchio regime si scaglierà contro di loro e contro chiunque osi denunciare il marciume imperante. Le vecchie caste sanno benissimo i danni enormi che il vecchio modo di fare giornalismo e politica ha fatto all’Italia. Sanno benissimo come i loro giornali siano illeggibili, i loro talk-show inguardabili e i vecchi partiti dei morti che camminano complici di una delle fasi più buie della nostra democrazia. Lo sanno benissimo. Ma prima di sposare il cambiamento, prima di iniziare a fare giornalismo e politica all’altezza della nuova era gialloverde, vogliono essere sicuri di avere il culo parato. Siamo in un periodo di transizione e s’intravedono le prime crepe. Un giornalista del Corriere della Sera ha sputtanato il suo stesso direttore per le fake news pubblicate a raffica e per l’emorragia di copie e credibilità. Una roba mai vista. Se altri giornalisti dovessero seguire l’esempio e denunciare le schifezze commesse nelle proprie redazioni, si verificherebbe una storica implosione della casta giornalistica. Una implosione che va incoraggiata con forza. Si devono ribellare tutti i giornalisti perbene che sono stanchi di umiliarsi al servizio di qualche direttore o editore politicizzato. Si devono ribellare tutti i giornalisti perbene desiderosi di fare onestamente il proprio mestiere. Si devono ribellare tutti i giornalisti che credono nella piena libertà di stampa e sono stanchi di essere usati dalla politica. Si devono ribellare tutti i giornalisti perbene desiderosi di contribuire al dibattito pubblico invece che intossicarlo con balle e infamità. Una ribellione storica e sacrosanta che metterebbe all’angolo tutti i finti giornalisti che infestano giornali e televisioni e lucrano da decenni nel torbido del vecchio regime. Stesso discorso per la politica. Per ora domina ancora una omertà diffusa nei vecchi partiti e nelle loro basi, ma man mano che il cambiamento gialloverde riuscirà a radicarsi, molti si rivolteranno contro logiche e capi che li hanno mandati in rovina sperperando consenso e rilegandoli a inutili comparse. Basta alzare la testa. Il governo gialloverde sta macinando risultati alla faccia dei menagramo e vola nei consensi nonostante il perenne fuoco nemico. E che si torni indietro appare giorno dopo giorno una assurdità. Dopo decenni, grazie ai gialloverdi la politica si è rimessa al servizio dei cittadini, ed è assurdo ritenere che un domani gli stessi cittadini votino per ridare il potere ai vecchi partiti, alle vecchie caste e alle vecchie lobby che li hanno traditi e massacrati. Assurdo. La storia non torna mai indietro. Figurarsi in questa Italia. L’unica speranza che hanno giornali e vecchi partiti per sopravvivere è adeguarsi al cambiamento, è mettersi a fare giornalismo e politica all’altezza del nuovo corso che i cittadini hanno scelto nonostante il loro infame tentativo di boicottaggio. Se non si aggiorneranno, l’unica cosa che otterranno è una fine più rapida e dolorosa. Fattacci loro ma una democrazia sana ha bisogno di opposizioni e stampa degne di svolgere il proprio ruolo. Ben vengano allora giornalisti e politici che trovano il coraggio di rompere il muro di omertà, ben vengano giornalisti e politici che trovano il coraggio di ribellarsi al giogo delle caste fallite del vecchio regime. Ben vengano uomini e donne che trovano la forza di alzare la testa e reagire. Per il proprio bene. E per quello della democrazia italiana.

Tommaso Merlo

http://www.tommasomerlo.com

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