L’analisi costi-benefici dice che la TAV è una bestialità e Pd e Forza Italia si apprestano a tornare in piazza per difenderla. A conferma che a loro di devastare le Alpi per far passare un treno merci vuoto non frega nulla. L’unica cosa che interessa a Pd e Forza Italia è colpire il Movimento 5 Stelle e il governo gialloverde o meglio fermare un cambiamento che li sta seppellendo. Pd e Forza Italia in oltre vent’anni non hanno combinato nulla sulla TAV. Hanno solo campato sulle polemiche sicuri che anche quella mega mangiatoia sarebbe partita prima o poi. Il gioco sporco di Pd e Forza Italia è sempre lo stesso. Comunque vada il Movimento sbaglia. Se il Movimento fermerà la TAV allora diranno che è contro la modernità (che per loro significa cemento, anche inutile, purché sia cemento). Se il Movimento cederà allora avrà tradito i suoi elettori. E questa volta avrà tradito per davvero visto che a differenza della TAP si è ancora in tempo per fermare l’opera e visto che la valutazione costi-benefici era prevista nel contratto ed ha dato esito negativo. La valutazione tecnica dice oggi che la TAV è una bestialità, ma la valutazione politica a 5 stelle lo dice da anni. Non resta che trarne le logiche conseguenze. Salvini lo sa ed è ad un bivio politico. Deve decidere da che parte stare. O sta con la vecchia partitocrazia oppure sposa davvero il cambiamento fino in fondo. Il vento scatenatosi in Italia sta prendendo forza in tutta Europa. I popoli voglio un cambiamento profondo e radicale, vogliono una rottura con un modello partitocratico che li ha saccheggiati e ingannati per decenni, vogliono una politica moderna e dalla propria parte. Buttar via miliardi per mega opere inutili come la TAV quando la gente è alla fame e vive in posti senza nemmeno strade decenti, non è cambiamento. Schierarsi con gli interessi di lobby e caste politiche avide ed ottuse fregandosene delle esigenze reali e delle paure dei poveri cristi, non è cambiamento. Spacciare il cemento come sinonimo di progresso, non è cambiamento. È passato, non futuro. E Salvini deve decidere da che parte stare. Altro che mandare la palla in tribuna con un referendum in ritardo di vent’anni. Salvini deve decidere se scendere in piazza a braccetto di Chiamparino e Fassino circondato delle madamine forziste ansiose di mostrare le loro nuove mise invernali, oppure se sposare fino in fondo il vento del cambiamento populista e ragionare davvero con la testa di un cittadino. Ormai chi tocca Pd e Forza Italia s’infetta. Il boom nei sondaggi Salvini lo ha fatto quando ha sfanculato Berlusconi e si è alleato con 5 stelle. Oggi il popolo vuole spezzare ogni legame col passato, vuole una politica totalmente nuova anche nel modo di decidere, di ragionare. Senza ipocrisie, senza approcci ideologici, senza doppi giochi. Se la TAV ha più costi che benefici, se non è altro che un inutile stupro alla Val di Susa e alla sua comunità difeso per permettere alle solite bande del cemento di lucrare, beh, pazienza, non si fa. Semplice, trasparente, concreto ed oggi più che mai, innovativo. Altro che farsi tirare per la giacca da fantasmi del passato e dalle indecenti compagnie forzapidiote. Non c’è nulla di meglio della TAV per simboleggiare il marciume anche intellettuale del vecchio regime e l’ottusità elitaria della vecchia politica. Non c’è nulla di meglio della TAV per permettere a Salvini di decidere da che parte stare e dimostrare se vuole davvero il cambiamento.

Tommaso Merlo

http://www.tommasomerlo.com

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