Alla fine ha rotto Salvini e per il Movimento si apre una stagione nuova. Quella della riscossa. Le premesse ci sono tutte. Stando ai fatti, il Movimento deve essere orgoglioso della sua esperienza di governo. A sentire i giornalai, il Movimento doveva trascinare il paese in rovina ed invece ha macinato leggi e provvedimenti storici e lo ha fatto con standard di moralità inediti nella politica italiana. I fatti dicono che il Movimento ha nettamente vinto la sfida governativa con la Lega. Mentre il Movimento lavorava, la Lega veniva martoriata dagli scandali e il suo boss blaterava dai palchi. Stando ai fatti, il bilancio governativo del Movimento è nettamente positivo. Poi certo, c’è la complessità della realtà e della politica e non è andato tutto come si sperava. E questo fin dall’inizio. Per colpa di una legge elettorale anti-Movimento e un governo nato mezzo commissariato. Per colpa di un forzato contratto con un partito vecchio e marcio come la Lega che ha tappato le ali riformiste del Movimento. Per colpa di alcune battaglie storiche che non sono andate a finire come si sperava e su tutte la TAV. Ma anche qui, a differenza dei partiti del passato, i portavoce non hanno tradito ed è questa la premessa per la riscossa. Nonostante tutto, il Movimento può contare su un patrimonio di credibilità, di valori e di esperienza ancora solidi e politicamente vincenti. Certo, i numeri sono impietosi. Dicono che il Movimento ha perso metà dei consensi, ma quei cittadini non sono tornati a votare i vecchi partiti, si sono rifugiati in una specie di limbo in attesa di sviluppi. Tra di loro molti allergici a Salvini, molti puristi, ma anche tante persone che seguono la politica da lontano o sono state ingannate da una stampa venduta e feroce contro il Movimento. Oggi che Salvini torna ad essere il nemico pubblico numero uno, cambia tutto. Oggi che il Movimento torna ad essere l’unica forza politica all’altezza dei tempi sia come modello che come contenuti, cambia tutto e c’è tutto lo spazio per una riscossa. Questo grazie a partiti come Pd e Forza Italia che invece di rinnovarsi, hanno puntato tutto sulla distruzione del Movimento. Qualche danno l’hanno fatto grazie ai giornalai che controllano, ma il progetto del Movimento è ancora vivo e vegeto ed esce a testa alta da questa esperienza di governo. Allo stesso tempo, i cittadini che desiderano una democrazia moderna e pulita non hanno alternative che votare a 5 stelle. Ora però, caduto il governo, si apre una nuova stagione. La riorganizzazione interna è già lanciata, si parla di ripensare la comunicazione, ma è ovvio che serve anche un nuovo capo politico. L’era Di Maio si chiude col governo Conte. Senza fare processi, senza puntare il dito e con un grazie di cuore a Luigi e a tutti. Di Maio è stato davvero un ottimo ministro. Ma è palese che per tentare una riscossa e recuperare la fiducia di milioni di cittadini delusi, serva un cambio di rotta e questo anche ai vertici del Movimento. Un cambio di rotta per recuperare l’empatia perduta. In pole position c’è certamente Alessandro Di Battista ma anche Virginia Raggi sarebbe ottima capa politica. Ma al di là del nome, quello che conta è che il Movimento recuperi il suo spirito guerriero e le sue ambizioni rivoluzionarie. Quello che conta è la riscossa.

Tommaso Merlo

http://www.tommasomerlo.com

image

Annunci