Renzi e i suoi vogliono un governo istituzionale. Forse devono finire di pagarsi i mutui delle ville e dei motoscafi o forse si son decisi a fare outing e smettere di prendere per i fondelli i loro elettori. Il Pd è un’accozzaglia di bande rivali che ha finto di stare insieme solo per raccattar voti alle europee. Mossa che ha funzionato infinocchiando un sacco di cittadini, peccato che ad ogni bivio scoppi la cagnara. Come in questa crisi, con Zingaretti che dice una cosa e Renzi l’esatto contrario. Una farsa. Come uomo di spettacolo, Renzi è molto simile all’altro cazzaro Salvini. Entrambi adorano spendersi in lunghi tour per il Belpaese, adorano i fans sia sui social che in carne ed ossa, adorano sentirsi al centro dell’attenzione e sparare cazzate a vanvera per prender consenso. Adorano se stessi. Ma quello che li accomuna di più, è la totale imprevedibilità che rasenta la schizofrenia. Un giorno dicono una cosa, il giorno dopo un’altra. Renzi ha infamato i cinque stelle come se fossero peggio dei nazisti per anni e oggi vorrebbe governarci insieme. E questo dopo che per un anno il Pd ha votato sempre contro il governo, perfino contro il reddito di cittadinanza. Come Salvini che per mesi ha ripetuto che “la sua parola vale e il governo dura cinque anni” e il giorno dopo fa saltare il governo senza un perché. Due lingue al vento. Due cavalli pazzi. È vero. Renzi perlomeno è andato a scuola e non ha Putin come punto di riferimento. Ma come uomini di spettacolo travestiti da politici, lui e Salvini sono della stessa identica risma cazzara. Due primedonne, uno più guascone, uno più burino. Due egocentrici cronici che spendono la vita balzando da un palcoscenico all’altro assatanati di approvazione altrui e di visibilità. Dalla Ruota della Fortuna fino al Parlamento. Una storia simile che fa presagire un identico destino. Il disprezzo popolare. Questo perché in politica non funziona come nel mondo dello spettacolo. In politica c’è in ballo la vita delle persone, non canzonette. È vero, anche in politica il successo può arrivare inaspettato, ma con altrettanta rapidità si trasforma in pomodori marci come dimostra la parabola di Renzi. Questo perché senza credibilità, un politico non ha senso. E senza affidabilità, un politico è solo un pericolo pubblico. In passato certi ciarlatani politici l’hanno fatta franca per decenni, ma dopo innumerevoli prese per i fondelli e un paese devastato, i cittadini italiani ci hanno fatto il callo. Magari all’inizio ci cascano, ma non appena mettono a fuoco il personaggio, lo schifano come merita. Come succederà a Salvini con questa crisi da spiaggia e con gli strascichi degli scandali del suo partito. Quanto al suo collega cazzaro Renzi, la sua ennesima giravolta “istituzionale” ha perlomeno il merito di mandare in frantumi il Pd. E se avrà gli attributi per portarla fino in fondo aprendosi finalmente il suo fanclub personale, gli italiani non lesineranno accorati applausi.

Tommaso Merlo

http://www.tommasomerlo.com

renzi-salvini-1030x615

Annunci